21/04/2026
John Bowlby e la Teoria dell’Attaccamento
Psicologia dello Sviluppo · Teoria Clinica
John Bowlby e la Teoria dell'Attaccamento
Il legame come fondamento della vita psichica
Nel 1907, a Londra, nacque un bambino destinato a rivoluzionare la comprensione della natura umana. John Bowlby crebbe in una famiglia dell'alta borghesia vittoriana, affidato principalmente alle cure di una bambinaia — figura a cui si legò profondamente — e con un accesso assai limitato alla madre. Questa esperienza personale di distanza affettiva si sarebbe riverberata, decenni dopo, in una delle teorie più influenti della psicologia del Novecento.
La teoria dell'attaccamento non è soltanto una conquista scientifica: è anche, in un certo senso, un atto di comprensione retrospettiva. Bowlby lavorò tutta la vita per dimostrare ciò che la sua infanzia gli aveva insegnato visceralmente — che il legame con una figura di cura non è un lusso emotivo, ma una necessità biologica ed esistenziale.
Le radici: etologia, psicoanalisi e cibernetica
Formatosi come psichiatra e psicoanalista nella tradizione kleiniana britannica, Bowlby maturò ben presto un senso di insoddisfazione verso le spiegazioni dominanti del tempo. La psicoanalisi classica trattava il legame con la madre come derivato dalla soddisfazione dei bisogni orali — il bambino si attaccherebbe alla madre perché essa nutre. Bowlby trovava questa visione riduttiva, quasi mercantile.
La svolta arrivò
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