11/12/2021
Pronti per la vaccinazione eterologa
Guglielmo Scala
L’utilizzo di vaccini diversi nel corso della immunizzazione contro il SARS-CoV-2, agente del Covid 19, è reso necessario sia per problemi di rifornimento e disponibilità soprattutto nei paesi emergenti, che dalla preoccupazione relativa ad alcuni effetti collaterali segnalati per alcuni brand (per esempio i problemi trombotici correlati al vaccino Astra-Zeneca (AZ)). Alcune segnalazioni in questo senso erano incoraggianti ma legate a studi di portata limitata, per lo più di tipo osservazionale. Nell’ultimo numero di Lancet (dicembre 2021) sono stati finalmente pubblicati i risultati del Com-COV2 Study Group, un network di 9 istituti inglesi coordinati dalla dottoressa Arabella Stuart (1).
I partecipanti allo studio (1072 individui tra i 50 e i 70 anni) sono stati trattati utilizzando sia schemi omologhi (cioè ripetendo lo stesso vaccino nella prima e nella seconda dose) che eterologhi (cioè il richiamo eseguito con un vaccino diverso rispetto alla prima dose).
I vaccini utilizzati nello studio sono stati l’AZ, il Pfizer BioNTech (Pfizer), il Moderna mRNA (Moderna) e il Novavax (Novavax) di cui ho già scritto pochi giorni fa. In precedenza lo stesso gruppo aveva già pubblicato i risultati preliminari secondo cui un ciclo omologo AZ/AZ era meno immunogenico di uno schema eterologo AZ-Pfizer.
L’efficacia dei diversi cicli vaccinali, omologo o eterologo con prodotti diversi è stata valutata sia attraverso il dosaggio degli anticorpi IgG neutralizzanti che attraverso la risposta cellulare.
Nello studio appena pubblicato i pazienti hanno ricevuto come prima dose o il vaccino AZ o quello Pfizer. A distanza di 8 – 12 settimane sono stati rivaccinati con uno dei quattro possibili vaccini e cioè di nuovo il vaccino AZ e il Pfizer oppure con il Moderna o il Novavax.
La valutazione è stata effettuata dopo altre 4 settimane attraverso il dosaggio ematico di anticorpi neutralizzanti e la valutazione della risposta cellulare (linfocitaria).
L’efficacia in termine di sintesi di anticorpi neutralizzanti è stata classificata (dalla miglior verso la peggiore): Pfizer/Moderna, AZ/Moderna, Pfizer/Pfizer, Pfizer/Novavax, AZ/Novavax, AZ/AZ.
La risposta cellulare ha dato esiti un po’ diversi. Lo schema migliore è stato il AZ/Novavax, seguito da AZ/Moderna, Pfizer/Moderna, Pfizer/Pfizer, AZ/AZ, Pfizer/Novavax.
In maniera evidente i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna) sono più efficaci in termini di produzione anticorpale ma il vaccino AZ (e in misura minore il Novavax) è quello che maggiormente stimola la risposta cellulare che a sua volta correla con periodi più lunghi di protezione e di memoria immunologica. La variante Delta è stata inserita nel trial e i risultati sono in linea. Nulla si sa ancora sull’efficacia nei confronti della variante Omicron.
Questo è il primo trial in cui viene studiata l’efficacia della vaccinazione eterologa con il Moderna e il Novavax (vaccino proteico).
I limiti di questo studio, per quanto fondamentale, sono un po’ sempre gli stessi. Non fornisce dati reali di protezione dalla malattia ma analizza la produzione di anticorpi o l'attivazione linfocitaria, che sono comunque dei surrogati di grande rilievo.
Ora c’è da augurarsi che la vaccinazione eterologa sia riconosciuta per consentire gli spostamenti e i viaggi e che possa dare un impulso per la copertura vaccinale nelle regioni povere.
(1) Stuart AS et al. Immunogenicity, safety, and reactogenicity of heterologous COVID-19 primary vaccination incorporating mRNA, viral-vector, and protein-adjuvant vaccines in the UK (Com-COV2): a single-blind, randomised, phase 2, non-inferiority trial, 2021, Lancet.
https://www.guglielmoscala.it/blog/articoli/covid-vaccinazione-eterologa