Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa

Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa Psicologa abilitata alla professione ed iscritta all'Albo A degli psicologi. Attualmente frequento l

12/03/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚?

Il nostro cervello non registra tutto allo stesso modo.
Le esperienze cariche di emozione hanno più probabilità di essere ricordate.

Questo accade perché strutture come l’ippocampo (di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi) lavorano insieme ai circuiti emotivi.
Quando qualcosa ci tocca profondamente, il cervello lo “segna” come importante.

E c’è di più:
𝒊𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒂𝒎𝒂 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒆𝒊 𝒅𝒂𝒕𝒊.

Le narrazioni attivano più reti neurali rispetto alle informazioni isolate.
Una storia coinvolge memoria, emozioni, immaginazione, linguaggio.

Ecco perché ricordiamo un racconto, ma dimentichiamo una lista di numeri.

Se ogni cervello è unico e si costruisce attraverso le esperienze, allora ciò che emoziona lascia un’impronta ancora più profonda.

👉 Non ricordiamo solo ciò che accade.
Ricordiamo ciò che sentiamo.

09/03/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐧𝐞𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨. 𝐄̀ 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨

Dopo aver parlato di variabilità e di ippocampo, oggi facciamo un passo indietro… all’inizio della vita.

Il cervello dei neonati non è “immaturo”: è altamente plastico.
Significa che è pronto a modellarsi attraverso l’esperienza.

Nei primi anni di vita:
• le connessioni neurali si moltiplicano rapidamente
• le reti si riorganizzano in base a ciò che il bambino vive
• l’ippocampo, fondamentale per la memoria, attraversa una crescita intensa

È un periodo di straordinaria trasformazione.
Ogni relazione, ogni parola, ogni emozione lascia una traccia.

Se ogni cervello è unico, lo è fin dall’inizio.
E si costruisce nell’incontro con il mondo.

🌿 Investire nelle prime esperienze significa prendersi cura del futuro.

08/03/2026

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐨𝐧𝐧𝐚

Abbiamo visto che non esistono due cervelli uguali.
La variabilità è la regola, non l’eccezione.

Anche quando parliamo di cervello femminile, la scienza ci invita alla prudenza:
le differenze tra uomini e donne esistono, ma sono medie statistiche, non etichette.

Alcune ricerche mostrano, ad esempio:
• una maggiore integrazione tra emisferi in molte donne
• differenze nella connettività di alcune reti emotive
• una diversa modulazione dell’ippocampo in relazione agli ormoni

Ma la cosa più importante è questa:
𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒊𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒈𝒓𝒂𝒏𝒅𝒊 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆.

Oggi celebriamo non un “tipo di cervello”, ma la pluralità delle menti femminili.
Perché ogni storia, ogni esperienza, ogni percorso lascia un’impronta unica.

La scienza conferma ciò che l’umanità sa da sempre:
la forza delle donne è nella loro complessità.

05/03/2026

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥’𝐢𝐩𝐩𝐨𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐢̀?

Il nome deriva dal greco ℎ𝑖𝑝𝑝𝑜𝑘𝑎𝑚𝑝𝑜𝑠, che significa “cavalluccio marino”.
Osservandolo lateralmente, infatti, questa piccola ma fondamentale struttura del cervello ricorda proprio la forma di un cavalluccio.

L’ippocampo è coinvolto nella memoria, nell’orientamento e nell’elaborazione delle esperienze.
È una delle strutture che ci permette di trasformare ciò che viviamo in ricordi.

Nel post precedente abbiamo parlato della grande variabilità del cervello umano e della sua asimmetria.
Anche l’ippocampo segue questa logica: può avere leggere differenze tra emisfero destro e sinistro e varia da persona a persona.

👉 Questo significa che il modo in cui ricordiamo, apprendiamo e colleghiamo le esperienze è unico.

Persino il nome del cervello racconta una storia:
la scienza osserva, descrive… e a volte trova poesia nelle forme.

02/03/2026

𝐍𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐮𝐠𝐮𝐚𝐥𝐢. 𝐍𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞

Ogni cervello umano è unico nella sua struttura, nelle connessioni e nel modo in cui elabora informazioni.
Le differenze non sono eccezioni: sono la regola.

In più, il nostro cervello non è perfettamente simmetrico.
Le due metà collaborano, ma non fanno le stesse cose nello stesso modo.
Questa asimmetria non è un errore di progettazione: è una strategia evolutiva che rende il sistema più efficiente.

👉 Variabilità e asimmetria sono ciò che ci permette di avere talenti diversi, modi diversi di pensare, di sentire e di apprendere.

La diversità neurologica non è un difetto da correggere.
È una ricchezza da comprendere.

26/02/2026

𝐄𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨

Educare alla diversità non significa solo insegnare che le persone non sono tutte uguali.
𝑺𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒃𝒂𝒔𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐.

Quando bambini e ragazzi imparano fin da piccoli a riconoscere e accogliere le differenze — nei modi di essere, nei tempi, nelle capacità, nelle emozioni — sviluppano una maggiore sensibilità verso gli altri e una minore tendenza al giudizio.

Il bullismo nasce spesso dalla difficoltà di tollerare ciò che viene percepito come “fuori dal gruppo”. Quando la diversità viene vista come una minaccia, può diventare bersaglio.

Per questo parlare di differenze in modo aperto e naturale è una forma concreta di prevenzione.

Educare alla diversità aiuta a:
• sviluppare empatia
• ridurre stereotipi e pregiudizi
• creare contesti più sicuri
• favorire relazioni più sane

✨ Il rispetto non si insegna solo con le regole, ma con lo sguardo con cui raccontiamo le differenze.

23/02/2026

𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞

La classe è uno dei primi luoghi in cui si sperimenta cosa significa stare in un gruppo.
Ed è proprio qui che emerge una delle paure più comuni: quella di essere “𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜”.

Il bisogno di appartenenza è fondamentale. I bambini e i ragazzi cercano naturalmente somiglianze per sentirsi al sicuro e accettati. Quando percepiscono di essere fuori dal gruppo, possono provare disagio, vergogna o il desiderio di conformarsi per non sentirsi esclusi.

Ma è proprio nelle classi più eterogenee che avviene qualcosa di prezioso.

Ambienti con storie, capacità e modi di essere diversi favoriscono lo sviluppo di competenze emotive e sociali più profonde:
🌱 maggiore apertura mentale
🌱 capacità di cooperare
🌱 tolleranza della frustrazione
🌱 comprensione dei punti di vista altrui

Quando la diversità viene accolta, il gruppo diventa uno spazio in cui non serve uniformarsi per sentirsi parte.

✨ Una classe ricca di differenze non è più difficile da gestire: è più ricca da vivere.

20/02/2026

𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞

Il 20 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, promossa dalle Nazioni Unite per ricordarci l’importanza di costruire una società più equa e inclusiva.

La giustizia sociale significa garantire a tutte le persone pari opportunità, rispetto dei diritti e accesso alle risorse fondamentali, indipendentemente dalla loro condizione.

Sentirsi trattati in modo equo favorisce senso di appartenenza, fiducia e benessere. Al contrario, le ingiustizie possono generare frustrazione, esclusione e distanza sociale.

19/02/2026

𝐂𝐚𝐥𝐳𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐢𝐚𝐭𝐢: 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨𝐥𝐢!

Ci sono bambini che apprendono, comunicano o percepiscono il mondo in modo diverso.
Non è un errore. È una modalità.

Parlare di neurodiversità significa riconoscere che non esiste un unico modo “giusto” di pensare, imparare o relazionarsi. Alcuni bambini hanno 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 diversi, 𝑚𝑜𝑑𝑖 diversi di esprimersi, 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑖 diversi nel gestire stimoli ed emozioni.

Spesso ciò che appare come difficoltà è semplicemente un funzionamento che chiede di 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒓𝒆𝒔𝒐, non corretto.

L’immagine dei calzini spaiati ci ricorda che non tutto deve combaciare per avere valore. Anche quando qualcosa sembra fuori schema, può avere una sua armonia.

Accogliere la neurodiversità significa creare spazi in cui ogni bambino possa sentirsi visto, rispettato e libero di essere sé stesso.

16/02/2026

𝐋’𝐞𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨

L’empatia non è solo una qualità personale.
È qualcosa che si costruisce attraverso le esperienze che facciamo con gli altri.

Quando incontriamo qualcuno che vive, pensa o sente in modo diverso da noi, il nostro cervello è chiamato a fare uno sforzo: uscire dalla propria prospettiva per provare a capire quella altrui. È proprio in questo spazio che nasce la comprensione autentica.

Restare sempre tra persone simili a noi può farci sentire al sicuro, ma limita la possibilità di ampliare lo sguardo. Il contatto con la diversità, invece, ci allena a tollerare l’incertezza, a sospendere il giudizio e a riconoscere che esistono modi diversi di vivere le stesse esperienze.

Queste esperienze favoriscono lo sviluppo della flessibilità mentale e della capacità di leggere le emozioni degli altri con maggiore profondità.

✨ L’empatia cresce quando smettiamo di cercare somiglianze e iniziamo ad ascoltare davvero ciò che è diverso.

💬 C’è stato un incontro nella tua vita che ti ha aiutato a vedere il mondo da una prospettiva nuova?

12/02/2026

“𝐃𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ “𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨”

Le parole che usiamo ogni giorno insegnano ai bambini come guardare il mondo.

Quando definiamo qualcosa come “strano”, “non normale” o “sbagliato”, stiamo trasmettendo un messaggio preciso: 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎. Anche se non lo diciamo con cattiveria, il significato emotivo arriva forte e chiaro.

Dal punto di vista psicologico, il linguaggio costruisce le categorie con cui interpretiamo le persone. Se la differenza viene raccontata con paura o disapprovazione, può diventare distanza. Se viene raccontata con rispetto, diventa varietà.

Dire “è diverso” non è negativo.
Lo diventa quando lo carichiamo di giudizio.

Possiamo educare a uno sguardo più aperto scegliendo parole che spiegano invece di etichettare:
• “Ha un modo diverso di fare le cose”
• “Ognuno ha i suoi tempi”
• “Non siamo tutti uguali, ed è normale”

✨ Le parole non sono solo suoni: sono strumenti che formano il pensiero e il rispetto.

11/02/2026

L’11 febbraio si celebra la 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐥𝐚𝐭𝐨, un momento per fermarci a guardare la sofferenza con occhi più umani.

La malattia non coinvolge solo il corpo, ma anche emozioni, relazioni e senso di sé.
Chi è malato può sentirsi fragile, solo, spaventato.

Per questo la cura non è fatta solo di terapie, ma anche di presenza, ascolto e rispetto della dignità.

✨ A volte non possiamo guarire, ma possiamo sempre 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒄𝒊.

Indirizzo

Via Del Costo, 10
Zanè
36010

Orario di apertura

08:30 - 19:00

Telefono

+393382974984

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