Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa

Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa Psicologa abilitata alla professione ed iscritta all'Albo A degli psicologi. Attualmente frequento l

01/01/2026

𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨

Il rispetto non è solo una buona educazione. È una competenza psicologica.
Rispettare significa riconoscere l’altro come essere umano completo, con emozioni, confini, bisogni, tempi e modi diversi dai nostri.
Questo mese sarà dedicato al rispetto, un po' come buon auspicio, un po' come rimprovero da fare a noi stesso quando ci accorgiamo di essere 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜𝑠𝑖 dell'altro, ma soprattutto di noi stessi

Dal punto di vista psicologico, il rispetto si costruisce su 3 pilastri:

🔹 𝑪𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂
Riconoscere che l’altro ha un mondo interno tanto complesso quanto il nostro. Nessuno è “solo quello che vede”: ognuno porta con sé una storia.

🔹 𝑬𝒎𝒑𝒂𝒕𝒊𝒂
Sintonizzarsi sulle emozioni altrui senza giudicare. L’empatia apre lo spazio per una comunicazione più autentica e gentile.

🔹𝑪𝒐𝒏𝒇𝒊𝒏𝒊 𝒔𝒂𝒏𝒊
Il rispetto non è accondiscendenza, ma capacità di stare in relazione senza invadere né farsi invadere. Significa dire “io sono io, tu sei tu, e possiamo coesistere”.

Quando manca il rispetto, si aprono le porte alla 𝑠𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, alle 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑡𝑜𝑠𝑠𝑖𝑐ℎ𝑒, al 𝑏𝑢𝑙𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜, alla 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.
Quando c’è, si crea invece un clima di 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒆 𝒇𝒊𝒅𝒖𝒄𝒊𝒂: condizioni indispensabili per ogni relazione sana.

💬 E tu, in quali situazioni ti senti rispettato davvero?

30/12/2025

𝐋𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨

Il Natale parla mille lingue diverse.
Dietro luci, canti e riti c’è un universo di storie affascinanti che cambiano da paese a paese.
E alcune sono davvero sorprendenti!

✨ Qualche esempio divertente e suggestivo:

• 𝑲𝒓𝒂𝒎𝒑𝒖𝒔 (Austria) – Una creatura metà uomo metà caprone che “educa” i bambini troppo vivaci. Una tradizione antica e un po’ inquietante, ma amatissima.

• 𝑳𝒆 𝒍𝒂𝒏𝒕𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒈𝒊𝒈𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝑭𝒊𝒍𝒊𝒑𝒑𝒊𝒏𝒆 – Il Giant Lantern Festival illumina la città di San Fernando con vere opere d’arte luminose.

• 𝑳𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒑𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒔𝒄𝒂𝒏𝒅𝒊𝒏𝒂𝒗𝒂 – La Yule Goat, simbolo del ritorno del sole dopo il buio invernale. In Svezia è diventata un’icona natalizia.

• 𝑳𝒂 𝑩𝒆𝒇𝒂𝒏𝒂 (Italia) – Una figura tutta nostra: una portatrice di doni che unisce simbolismo, folklore e dolcezza.

• 𝑮𝒍𝒊 𝒀𝒖𝒍𝒆 𝑳𝒂𝒅𝒔 𝒊𝒔𝒍𝒂𝒏𝒅𝒆𝒔𝒊 – 13 spiritelli che arrivano uno al giorno portando regali… o piccoli scherzi.

💫 Ogni tradizione racconta qualcosa della cultura che la custodisce: paure, desideri, speranze e modi diversi di celebrare la luce nel buio dell’inverno.

26/12/2025

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐢𝐭𝐢, 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨

Le vacanze natalizie possono diventare un piccolo campo di battaglia: compiti da finire, orari che saltano, richieste infinite di tablet e videogiochi.
Ma non dimentichiamo un dettaglio importante: per i bambini questo è il periodo più simbolico dell’anno.

⭐ 𝑹𝒐𝒖𝒕𝒊𝒏𝒆 𝒔𝒊̀, 𝒎𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒓𝒊𝒈𝒊𝒅𝒊𝒕𝒂̀
I compiti servono a mantenere un po’ di continuità, ma non devono diventare il centro delle vacanze. Meglio suddividerli in micro-sessioni brevi e regolari, così evitano ansia e resistenze.

⭐ 𝑺𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒂
La dimensione immaginativa — che si tratti di Babbo Natale, racconti, rituali familiari — non è un’illusione da “smontare”.
Come ricordava Bruno Bettelheim, il simbolico aiuta i bambini a elaborare emozioni e sviluppare resilienza.

⭐ 𝑳𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 “𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒆𝒎𝒐𝒕𝒊𝒗𝒐”
Una serata di giochi, leggere una storia, preparare biscotti insieme… sono esperienze che restano nella memoria affettiva molto più dei compiti eseguiti di corsa.

✨ Obiettivo? Vacanze che siano riposo, crescita e un pizzico di meraviglia.
Perché i bambini imparano anche quando ridono, immaginano e stanno bene.

23/12/2025

𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞: 𝐮𝐧 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨.

Le feste portano luci, tradizioni e momenti condivisi… ma quando manca qualcuno, ogni piccola cosa può trasformarsi in un promemoria doloroso.

Il Natale dopo un lutto non è un Natale “da aggiustare”.
È un Natale 𝒅𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒓𝒆, con delicatezza e rispetto per ciò che sentiamo.

🎗 Cosa può aiutare:
• 𝑹𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆: non tutto deve tornare come prima.
• 𝑪𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆: una candela, una foto, una frase.
• 𝑨𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒊𝒂 𝒆 𝒍𝒂 𝒕𝒓𝒊𝒔𝒕𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐: non si escludono a vicenda.
• 𝑷𝒆𝒓𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒖𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐: nessuno dovrebbe affrontare il dolore da solo.

L’assenza non si colma, ma può trovare nuovi modi di stare con noi.
Le persone che abbiamo amato non spariscono: continuano a vivere nei gesti, nei ricordi, nelle parole che ci hanno lasciato.

19/12/2025

𝐒𝐨𝐥𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝’𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐛𝐮𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞

Il 21 dicembre è il giorno più corto dell’anno: il solstizio d’inverno.
Un momento che, da sempre, affascina culture, religioni e psicologie.
Non è solo un fenomeno astronomico: è un simbolo potentissimo.

🔹𝑰𝒍 𝒃𝒖𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒓𝒐𝒔𝒑𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆
Nella psicologia, i periodi di “oscurità” rappresentano gli spazi interiori in cui si rallenta, ci si ascolta e si fa ordine.
Il buio non è per forza negativo: può essere un luogo di incubazione, di preparazione, di attesa.

🔹 𝑳𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀
Dopo il solstizio, le giornate ricominciano ad allungarsi.
È una metafora perfetta della mente che ritrova vitalità dopo un periodo difficile: non all’improvviso, ma con piccoli, quasi impercettibili, incrementi di energia.

🔹 𝑼𝒏 𝒔𝒊𝒎𝒃𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒍𝒆
Molte culture celebrano in queste date il ritorno della luce: dallo Yule nordico, ai riti del Sol Invictus romano, fino alle attuali feste del periodo invernale.
È l’idea che, anche nei momenti più bui, la luce torna sempre.

✨ 𝑼𝒏 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒕𝒐 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐
Il solstizio ricorda che i cicli fanno parte della vita emotiva:
non siamo sempre al massimo, non siamo sempre nel buio.
E ogni transizione porta un insegnamento.

16/12/2025

𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞, 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢: 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨

Dicembre è un mese pieno di 𝑙𝑢𝑐𝑖… ma anche di 𝑜𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑒.
Per qualcuno è magia pura, per altri nostalgia, per altri ancora una corsa contro il tempo — tra famiglia, lavoro, regali, cene e aspettative impossibili.

💭 𝑳𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒂𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒏𝒐 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐
Le emozioni diventano più intense:
- chi è felice lo è di più,
- chi ha ferite le sente più forti,
- chi è stanco sente il bisogno di fermarsi.

E non è un caso: dicembre porta con sé simboli, ricordi, rituali che toccano corde profonde.

✨ 𝑬 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒖𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒍𝒐.
Nel mondo, lo stesso periodo prende forme diversissime:
- in Giappone il 24 dicembre è una festa romantica;
- in Islanda arrivano i “13 Yule Lads”, piccoli folletti burloni;
- in Messico si celebrano le Posadas, processioni luminose per le strade;
- nelle culture nordiche il Natale è luce che sfida l’oscurità dell’inverno.

Queste differenze ci ricordano una cosa importante:
👉 non c'è un modo “𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜” di vivere le feste.

🎁 Eppure, le 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 restano un peso enorme.
Facciamo a gara per:
- essere felici,
- essere perfetti,
- essere “in famiglia”,
- essere grati,
- essere presenti a tutto e con tutti.

𝑀𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒.

12/12/2025

𝒑𝒖𝒐̀ 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆𝐑𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢, 𝐟𝐞𝐝𝐞 𝐞 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨

La religione ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita emotiva delle persone.
Prima ancora che esistesse la psicologia, erano 𝑟𝑖𝑡𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 a dare una struttura al caos della mente umana.

👉 I 𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊, che siano religiosi o semplicemente culturali, funzionano come contenitori psicologici:
- danno ordine al tempo,
- creano prevedibilità,
- riducono l’ansia,
- rafforzano il senso di appartenenza.

È per questo che dicembre — tra celebrazioni, luci e riti familiari — può essere così emotivamente potente: ci riconnette alle nostre radici, ci rassicura, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande.

✨ Ma la relazione tra religione e salute mentale non è sempre lineare.

La fede 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆, soprattutto quando offre:
✔ senso,
✔ comunità,
✔ speranza,
✔ capacità di accettare ciò che non si può controllare.

Tuttavia, 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒂𝒏𝒔𝒊𝒂 𝒆 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒂, quando diventa:
❌ rigidità morale,
❌ paura del giudizio,
❌ iper-responsabilità,
❌ perfezionismo spirituale.

In alcuni casi, soprattutto nelle personalità più vulnerabili, può contribuire allo sviluppo o al mantenimento di:
- ansia religiosa,
- scrupolosità (una forma di DOC),
- difficoltà nel perdonare se stessi,
- vissuti di indegnità.

💬 𝐿𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎, 𝑚𝑎 𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑢𝑡𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑢𝑛 𝑒𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑙𝑒: 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑓𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑣𝑎𝑡𝑜, 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑒 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜

👉 Dicembre è il momento perfetto per chiedersi:
𝑰𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒎𝒊 𝒔𝒐𝒔𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆… 𝒐 𝒎𝒊 𝒂𝒑𝒑𝒆𝒔𝒂𝒏𝒕𝒊𝒔𝒄𝒆?

09/12/2025

D𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨: 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐜𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞

✨ Dicembre non è solo Natale.
In molte parti del mondo, questo mese è un 𝑐𝑎𝑙𝑒𝑖𝑑𝑜𝑠𝑐𝑜𝑝𝑖𝑜 di tradizioni, simboli e spiritualità diverse. Ogni cultura accende una luce propria, che racconta radici, storie e modi differenti di vivere il senso di comunità.

🕎𝑯𝒂𝒏𝒖𝒌𝒌𝒂𝒉 (𝒆𝒃𝒓𝒂𝒊𝒔𝒎𝒐)
Le 8 candele della Chanukkià ricordano un miracolo di resistenza e speranza. È una festa di luce, famiglia e continuità.

🌲𝒀𝒖𝒍𝒆 (𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒐𝒓𝒅𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒏𝒆𝒐𝒑𝒂𝒈𝒂𝒏𝒂)
Celebra il Solstizio d’inverno: il ritorno del sole, il ciclo della natura, la rinascita dopo il buio.

🌿 𝑩𝒐𝒅𝒉𝒊 𝑫𝒂𝒚 (𝒃𝒖𝒅𝒅𝒊𝒔𝒎𝒐)
Si ricorda il risveglio spirituale del Buddha. Un invito alla meditazione, alla quiete e alla comprensione.

❤️🖤💚 𝑲𝒘𝒂𝒏𝒛𝒂𝒂 (𝒄𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒂𝒇𝒓𝒐𝒂𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂𝒏𝒂)
Dal 26 dicembre al 1 gennaio si celebra l’identità, la comunità e la forza dei legami. Ogni giorno ha un valore simbolico (unità, responsabilità, cooperazione…).

🥣 𝑫𝒐𝒏𝒈𝒛𝒉𝒊 𝑭𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒂𝒍 (𝑪𝒊𝒏𝒂 𝒆 𝑨𝒔𝒊𝒂 𝒐𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒆)
La festa del Solstizio d’inverno: si riunisce la famiglia e si mangiano i tangyuan, simbolo di armonia e completezza.

🌍 Perché parlarne?
Perché conoscere le feste delle altre culture significa 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 la diversità religiosa ed emotiva di questo periodo.
Non tutti vivono dicembre nello stesso modo, ma tutti, in modi diversi, cercano calore, connessione, significato.

05/12/2025

𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐟𝐚 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞

Le feste sono spesso presentate come il periodo delle “grandi riunioni”, del calore familiare e delle tradizioni condivise.
Ma per molte persone non è così.

C’è chi vive lontano dalla propria famiglia, chi ha relazioni interrotte, chi si è trasferito all’estero, chi ha perso amici, partner o punti di riferimento.
E dicembre, con la sua idealizzazione della “famiglia perfetta”, può rendere tutto più difficile.

💬 𝐿𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑡𝑢𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑓𝑒𝑠𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑒̀ 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒. 𝐸 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑏𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑡𝑖.
✨ Qualche consiglio per chi affronta questo periodo con meno connessioni:
- 𝑹𝒊𝒄𝒓𝒆𝒂 𝒖𝒏 𝒕𝒖𝒐 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆, anche semplice: una cena, una passeggiata tra le luci, un film speciale.
- 𝑪𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒍𝒂 “𝒎𝒊𝒄𝒓𝒐-𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀”, non quella perfetta: un collega, un vicino, un gruppo di interesse può diventare un punto di contatto.
- 𝑨𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒆 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒈𝒊𝒖𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐: malinconia e quiete possono convivere.
- 𝑼𝒔𝒂 𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒂 𝒂 𝒕𝒖𝒐 𝒇𝒂𝒗𝒐𝒓𝒆: una videochiamata vale comunque presenza emotiva.
- 𝑫𝒂𝒊 𝒆 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒗𝒊 𝒈𝒆𝒏𝒕𝒊𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂, anche minima: a volte basta un gesto per ricordarsi di essere parte del mondo.

Non serve una grande tavolata per sentirsi connessi.
A volte, basta una sola relazione sincera.
💙𝑳𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐: 𝒕𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐.

02/12/2025

𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞: 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐟𝐟𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨

Dicembre è quel mese in cui tutte le emozioni decidono di fare un cenone insieme: gioia, nostalgia, stress, entusiasmo, malinconia… e spesso si presentano senza preavviso.

È il mese delle luci, dei bilanci, dei “𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑜̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜”, dei regali fatti all’ultimo minuto e dei parenti che ti chiedono ancora “𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑’𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒…?”.
E noi, in mezzo, a cercare di restare umani.

Ma dicembre è anche magia: rituali, ricordi, profumi, tradizioni, simboli.
È un mese che parla 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂, 𝒅𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒏𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒖𝒓𝒆 𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒊 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊.
Un mese che ci invita a sentire… anche quando vorremmo premere “snooze”.

👉 Prendilo così: 𝒄𝒐𝒏 𝒈𝒆𝒏𝒕𝒊𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒊𝒓𝒐𝒏𝒊𝒂 𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒊𝒛𝒛𝒊𝒄𝒐 𝒅𝒊 𝒊𝒏𝒅𝒖𝒍𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂.
Perché sì, dicembre è impegnativo.
Ma a modo suo, sa farsi voler bene.

✨ “𝐷𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑠𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒… 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑑𝑒𝑟𝑐𝑖 𝑠𝑢.”

28/11/2025

🌟 𝐂𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐞𝐫: “𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐞.”

In questo mese abbiamo aperto un dialogo importante sulla salute mentale maschile.
Un tema ancora troppo spesso nascosto dietro il silenzio, la vergogna o l’idea che “𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒”.

Ma la verità è che la forza 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒕𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒕𝒓𝒂𝒕𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆, 𝒃𝒆𝒏𝒔𝒊̀ 𝒏𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒆𝒓𝒍𝒐.
Abbiamo visto dati, storie, testimonianze: parlare può letteralmente cambiare il corso delle cose.

Un pensiero speciale ai padri, ai figli, agli amici, ai partner, ai colleghi.
A chi si è sentito “di troppo”, “sbagliato”, “stanco”.
A chi ha avuto il coraggio di chiedere aiuto.
A chi ancora non riesce, ma ci sta pensando.

👉 𝑪𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊̀
• 𝑆𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜𝑐𝑖.
• 𝐴𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜𝑐𝑖.
• 𝑅𝑜𝑚𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜.

E se un semplice baffo, un post o una chiacchierata ha acceso una riflessione…
Allora Movember non finisce qui.

25/11/2025

𝐔𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐫𝐨𝐦𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢.

Parlare di salute mentale maschile è ancora una sfida.
Eppure i numeri parlano chiaro: secondo l’OMS, circa il 75% dei suicidi in Europa riguarda uomini.
Un dato che racconta quanto la difficoltà a chiedere aiuto possa diventare una 𝑡𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎.

Anche la 𝒅𝒆𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒕-𝒑𝒂𝒓𝒕𝒖𝒎 𝒑𝒂𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂, che colpisce 1 papà su 10, resta spesso invisibile.
Essere padre, infatti, non significa solo “proteggere”, ma anche sentire il 𝒑𝒆𝒔𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐.

Ma qualcosa sta cambiando: sempre più uomini – attori, sportivi, cantanti – parlano apertamente di fragilità, mostrando che la forza non è nell’assenza di dolore, ma nella capacità di affrontarlo.

👉 Parlare è un atto di coraggio.
👉 Chiedere aiuto è una forma di forza.
👉 Ascoltare può salvare una vita.

Indirizzo

Via Del Costo, 10
Zanè
36010

Orario di apertura

08:30 - 19:00

Telefono

+393382974984

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