29/03/2026
*Quel saluto di cinque secondi che resta per tutta la vita*
Per capire perché anche pochi secondi di saluto mattutino possano avere un impatto così rilevante, è utile fare riferimento alla teoria dell’attaccamento di John Bowlby. Secondo Bowlby, i bambini hanno un bisogno biologico di costruire legami stabili con una figura di riferimento, e la qualità di questi legami contribuisce a formare i cosiddetti “modelli operativi interni”: schemi emotivi attraverso cui, da adulti, interpretiamo le relazioni.
Questi modelli si costruiscono attraverso esperienze quotidiane ripetute, tra cui i momenti di separazione. Mary Ainsworth ha individuato tre principali stili di attaccamento: sicuro, quando il bambino sperimenta prevedibilità e fiducia; ansioso, quando le risposte sono incoerenti; evitante, quando l’affettività è ridotta o scoraggiata. Questi schemi tendono a riflettersi, in forme diverse, nelle relazioni adulte.
Un esempio significativo è il cosiddetto “rituale del doppio saluto”: dopo l’uscita del genitore, il bambino si affaccia alla finestra per un ultimo scambio di saluti. Questo semplice gesto aumenta la prevedibilità della separazione e offre al bambino un senso di controllo, trasformando un momento potenzialmente stressante in un’esperienza gestibile.
Dal punto di vista neurobiologico, interazioni affettive coerenti e prevedibili favoriscono la regolazione emotiva e rafforzano i circuiti della sicurezza. Al contrario, separazioni caotiche o emotivamente fredde possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta.
È importante sottolineare che la teoria dell’attaccamento non serve ad attribuire colpe ai genitori, ma a comprendere l’origine di alcuni schemi relazionali. La buona notizia è che questi modelli non sono fissi: grazie alla plasticità cerebrale, possono essere rielaborati nel tempo attraverso nuove esperienze e relazioni significative.
Dottoressa Lucci Gloria