26/12/2025
La connessione tra le dipendenze: una prospettiva clinica
Le diverse forme di dipendenza — da sostanze (alcol, droghe), comportamentali (gioco d’azzardo, uso di internet, shopping, lavoro) e relazionali (dipendenza affettiva) — condividono meccanismi psicologici e neurobiologici comuni, nonostante la diversa manifestazione esterna.
Meccanismi psicologici condivisi
Alla base delle dipendenze si riscontrano frequentemente:
• Difficoltà nella regolazione emotiva
• Bassa autostima e senso di vuoto interno
• Paura dell’abbandono e dell’esclusione
• Stili di attaccamento insicuro
• Ridotta tolleranza alla frustrazione
L’oggetto della dipendenza assume una funzione regolativa: riduce temporaneamente il disagio emotivo, rinforzando il comportamento attraverso un meccanismo di sollievo immediato.
Aspetti neurobiologici
Dal punto di vista neurobiologico, tutte le dipendenze coinvolgono il sistema della ricompensa, in particolare i circuiti dopaminergici mesolimbici.
Il rilascio di dopamina produce una sensazione di gratificazione transitoria, seguita da:
• aumento della tolleranza
• craving
• perdita progressiva del controllo comportamentale
Questo ciclo è comune sia nelle dipendenze da sostanze sia in quelle comportamentali e relazionali.
Trasferimento della dipendenza
In ambito clinico è frequente osservare il trasferimento della dipendenza, ovvero la sostituzione di un comportamento dipendente con un altro (es. cessazione dell’uso di sostanze seguita da dipendenza relazionale o lavorativa), in assenza di un intervento sulle cause sottostanti.
Implicazioni terapeutiche
Un trattamento efficace non può limitarsi alla rimozione dell’oggetto della dipendenza, ma deve includere:
• lavoro sui fattori emotivi e relazionali profondi
• interventi sugli schemi di attaccamento
• sviluppo di competenze di autoregolarizzazione emotiva
• ricostruzione dell’identità e dell’autonomia personale
Le dipendenze rappresentano una modalità disfunzionale di adattamento al disagio psicologico. La comprensione della loro connessione consente interventi più mirati e riduce il rischio di ricadute o sostituzioni sintomatologiche.