Dottoressa Serena Congiu

Dottoressa Serena Congiu PSICOLOGIA,FLORITERAPIA, COUNSELING, PSICOLOGO SCOLASTICO, ESPERTO DSA, SPECIALIZZANDO PSICOTERAPIA ONCOLOGICA PRESSO SIPSI ROMA

La connessione tra le dipendenze: una prospettiva clinicaLe diverse forme di dipendenza — da sostanze (alcol, droghe), c...
26/12/2025

La connessione tra le dipendenze: una prospettiva clinica

Le diverse forme di dipendenza — da sostanze (alcol, droghe), comportamentali (gioco d’azzardo, uso di internet, shopping, lavoro) e relazionali (dipendenza affettiva) — condividono meccanismi psicologici e neurobiologici comuni, nonostante la diversa manifestazione esterna.

Meccanismi psicologici condivisi

Alla base delle dipendenze si riscontrano frequentemente:
• Difficoltà nella regolazione emotiva
• Bassa autostima e senso di vuoto interno
• Paura dell’abbandono e dell’esclusione
• Stili di attaccamento insicuro
• Ridotta tolleranza alla frustrazione

L’oggetto della dipendenza assume una funzione regolativa: riduce temporaneamente il disagio emotivo, rinforzando il comportamento attraverso un meccanismo di sollievo immediato.

Aspetti neurobiologici

Dal punto di vista neurobiologico, tutte le dipendenze coinvolgono il sistema della ricompensa, in particolare i circuiti dopaminergici mesolimbici.
Il rilascio di dopamina produce una sensazione di gratificazione transitoria, seguita da:
• aumento della tolleranza
• craving
• perdita progressiva del controllo comportamentale

Questo ciclo è comune sia nelle dipendenze da sostanze sia in quelle comportamentali e relazionali.

Trasferimento della dipendenza

In ambito clinico è frequente osservare il trasferimento della dipendenza, ovvero la sostituzione di un comportamento dipendente con un altro (es. cessazione dell’uso di sostanze seguita da dipendenza relazionale o lavorativa), in assenza di un intervento sulle cause sottostanti.

Implicazioni terapeutiche

Un trattamento efficace non può limitarsi alla rimozione dell’oggetto della dipendenza, ma deve includere:
• lavoro sui fattori emotivi e relazionali profondi
• interventi sugli schemi di attaccamento
• sviluppo di competenze di autoregolarizzazione emotiva
• ricostruzione dell’identità e dell’autonomia personale

Le dipendenze rappresentano una modalità disfunzionale di adattamento al disagio psicologico. La comprensione della loro connessione consente interventi più mirati e riduce il rischio di ricadute o sostituzioni sintomatologiche.

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26/12/2025

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L’Osservazione della Psicologa 🗣️

Ci sentiamo di condividere con voi la scelta di attivare due realtà sportive a supporto della casa famiglia perché crediamo che lo sport sia molto più di un’attività fisica: è uno strumento educativo potente.
Attraverso lo sport i ragazzi imparano a darsi degli obiettivi, a rispettare le regole, a lavorare in squadra e a credere nelle proprie capacità.Per chi vive in una casa famiglia, avere punti di riferimento positivi e occasioni strutturate di crescita è fondamentale. Le due realtà sportive coinvolte offrono spazi sicuri, educatori competenti e un contesto sano in cui incanalare energie, emozioni e talento. Questa scelta nasce dal desiderio di dare ai ragazzi non solo un luogo dove allenarsi, ma un’opportunità concreta per costruire fiducia, disciplina e futuro.donare lo sport a una casa famiglia è un investimento umano, capace di lasciare un segno profondo e duraturo nella vita dei ragazzi.
Dott.ssaSerenaCongiu

https://www.reteabruzzo.com/2025/12/25/lumanita-lamiternina-scoppito-nel-progetto-gli-elfi-di-babbo-natale-nella-casa-famiglia-di-pizzoli/?fbclid=IwdGRjcAO7FwRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEew1xFrI22m67fhTfTd96ShRmGn7ZRQkbSfsv9EmPtywV0WScamXhLqDAkk1w_aem_2tudIGOh5HJ8fu2bovev7g

NATALE, BAMBINI E… Parenti 🎄 Help!Siamo ufficialmente nella settimana di Natale! 🎄 Tra l’ultima corsa ai regali e la pre...
22/12/2025

NATALE, BAMBINI E… Parenti 🎄 Help!

Siamo ufficialmente nella settimana di Natale! 🎄 Tra l’ultima corsa ai regali e la preparazione di cene e pranzi che da qui all’Epifania si susseguiranno, c’è un aspetto che preoccupa molte famiglie: come si affrontano i parenti (e le loro aspettative, richieste, domande…) ⁉️

Quando in casa c’è serenità tra genitori e figli, l’arrivo di nonni, zii e cugini può però far cambiare l’atmosfera, specialmente se si tratta di parenti che si incontrano solo di rado.

Non basta il legame di parentela a semplificare le cose.

‼️L’ansia NON conosce parentela‼️

Molto spesso, i bambini si bloccano proprio con un nonno o uno zio, e questo può generare reazioni di dispiacere, quasi di offesa, nel parente, che può sentirsi rifiutato. È facile che i genitori del bambino si sentano giudicati, in colpa e sopraffatti dalla situazione.

Cosa fare, quindi, per affrontare questo momento?

🔸 Prevenzione è la chiave! Prima del grande incontro, è importante informare i parenti su come il bambino potrebbe reagire e spiegare che non è una selezione volontaria delle persone con cui parlare.
🔸 Parlare positivamente dei parenti: I genitori possono raccontare aneddoti divertenti o curiosi su nonni, zii, cugini, in modo che il bambino possa associarli a momenti piacevoli e stimolanti. Es: “Sai che il nonno adorava pescare e una volta ha preso un pesce talmente grande che l’hanno dovuto portare in due?”
🔸 Invitare i parenti a raccontarsi: Se gli adulti raccontano storie divertenti su se stessi o su momenti buffi, il bambino capirà che anche gli adulti sono imperfetti e che non c’è nulla di cui preoccuparsi!
🔸 Comunicare senza parole: I giochi, i disegni, le foto o le attività creative possono essere un ottimo modo per rompere il ghiaccio e stimolare il bambino a socializzare in modo giocoso e rilassato.

Le feste, come il Natale, possono essere momenti di grande stress per i bambini. Teniamolo a mente durante queste giornate e ricordiamo che l’importante è essere meravigliosamente imperfetti. Offriamo loro tanto calore, comprensione e serenità in questi momenti speciali. ✨

Le festività sono un tempo di pausa e ascolto: vi auguro buone feste, serenità e un nuovo anno ricco di consapevolezza e...
19/12/2025

Le festività sono un tempo di pausa e ascolto: vi auguro buone feste, serenità e un nuovo anno ricco di consapevolezza e benessere.

Mia -UN FILM CHE CI PORTA A RIFLETTERE SULLA FASE ADOLESCENZIALE SOPRATTUTTO SE AVETE FIGLI    È UTILE VEDERLO- disponib...
27/11/2025

Mia -UN FILM CHE CI PORTA A RIFLETTERE SULLA FASE ADOLESCENZIALE SOPRATTUTTO SE AVETE FIGLI È UTILE VEDERLO- disponibile su RaiPlay-

Credo lo sia perché apre varchi, costringe ad osservare, spinge a nominare ciò che spesso resta taciuto.

Il film di Ivano De Matteo è una detonazione .
Con una regia lucida e tagliente, traccia un percorso duro, senza sconti, che ci porta dentro le zone più oscure dell’adolescenza e delle relazioni familiari, lì dove la fragilità può diventare crepa e poi voragine.

È una storia che affonda le mani nelle contraddizioni del nostro presente: relazioni che intossicano, violenza strisciante, stalking, revenge p**n, identità che si sgretolano, il filo sottile (e spesso logoro) che unisce genitori e figli in una società iperconnessa eppure sempre più disorientata. Senza mai indulgere nel patetico, la narrazione dà forma a un vero e proprio grido d’allarme sulla violenza di genere, sui suoi segnali, sulle sue conseguenze.

MIA E LA SUA FAMIGLIA
La protagonista è Mia, quindicenne piena di vita che si muove tra pallavolo, TikTok e una quotidianità serena, accanto a un padre amorevole, Sergio (un Edoardo Leo in una delle sue interpretazioni più laceranti), e a una madre attenta, Valeria.

L’ARRIVO DI MARCO (perdita equilibrio):

Marco un ventenne carismatico e manipolatore che trasforma il primo amore in un incubo di controllo, gelosia e violenza psicologica. La discesa di Mia è lenta, silenziosa, ma devastante: un’erosione di sé che la isola, la confonde, la annienta.

La sceneggiatura di De Matteo e Valentina Ferlan è calibratissima: cruda quando serve, delicata quando è necessario. E soprattutto è umana. Perché non racconta solo la vittima, ma anche chi soffre accanto a lei.

UN UOMO OLTRE CHE UN PADRE:
Sergio, il padre, diventa una figura tragica e potentissima: un uomo che non sa più come proteggere sua figlia, che si scopre fragile, furioso, pronto a perdersi pur di salvarla. Il film, attraverso lui, ribalta il punto di vista e ci costringe a interrogarci sul dolore dei genitori, sulla loro impotenza, sul confine tra amore e disperazione.

De Matteo ha un dono raro: trasformare ogni dettaglio — una stanza, un gesto trattenuto, un silenzio — in verità. La tensione cresce scena dopo scena, ma non c’è mai compiacimento.
Nessuna spettacolarizzazione del trauma: sono gli attori, straordinari, a portare sulle spalle il peso emotivo del racconto.

E Edoardo Leo compie un’impresa attoriale enorme. È un padre che respira, trema, implode.

"Mia" è un film che resta addosso, che fa male, che apre domande che non sempre trovano risposta:
sul ruolo educativo dei genitori, sulle fragilità dell’adolescenza, sulla violenza che si insinua dove meno te l’aspetti, sulle responsabilità che abbiamo — tutti — nel riconoscerla e fermarla.
(Nel testo sono state riportate anche recensioni pubbliche utili ad osservazione più approfondita)

NON TUTTO E’ PSICOPATOLOGIA 🧠 Condivido le parole del dottor Carlo D’Angelo,che spiega in maniera chiara questo eccesso ...
25/11/2025

NON TUTTO E’ PSICOPATOLOGIA 🧠
Condivido le parole del dottor Carlo D’Angelo,
che spiega in maniera chiara questo eccesso di patologizzazione, ci vorrebbe tanto lavoro sulla consapevolezza e su stessi anziché cercare le cause che possano contenere il nostro dolore.
Cosa ne pensi?

Indirizzo

Via Celano
L'Aquila
67100

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