27/01/2026
C’è una fase del cammino interiore che non fa rumore, ma non passa inosservata.
È l’inquietudine.
Arriva quando la vita funziona,
ma non nutre più.
Quando ciò che si fa non risuona con ciò che si sente.
Non è crisi.
Non è fallimento.
È una soglia.
L’inquietudine non chiede risposte immediate, né cambiamenti drastici.
Chiede verità.
Chiede spazio.
Chiede di essere riconosciuta.
Spesso si prova a zittirla,
a riempirla di impegni, a chiamarla ingratitudine ma in realtà è il contrario.
È il segnale più onesto
che qualcosa dentro
sta cercando una forma più autentica.
Riconoscerla non significa sprofondare.
Significa iniziare ad attraversare.
E anche questo passaggio,
quando viene ascoltato, merita gratitudine.
👉 Hai mai riconosciuto l’inquietudine come una soglia, invece che come un problema?
Ti abbraccio tra le righe ✨