Dott.ssa Lucia Guidi

Tantissimi auguri per un nuovo inizio…💫✨E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.Non è quella c...
30/12/2025

Tantissimi auguri per un nuovo inizio…💫✨

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,…
non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità

“Non c’è limite alla felicità di chi non pone condizioni alla propria libertà.”

Richard Bach

Sarebbe bello poter pensare che, in queste feste,tutti possano permettersi di essere felici.Purtroppo non è così.E come ...
24/12/2025

Sarebbe bello poter pensare che, in queste feste,
tutti possano permettersi di essere felici.
Purtroppo non è così.

E come non è giusto imporre serenità a chi è triste,
allo stesso modo non è giusto negarla
a chi, finalmente, si sente felice.

Questo tempo non chiede di provare tutti le stesse cose.
Chiede rispetto per i tempi e i vissuti di ciascuno.

Ognuno dovrebbe potersi sentire libero
di riconoscere di cosa ha bisogno,
di chiedere, di desiderare, di sperare.
Di protendersi verso il futuro
in ciò che lo fa stare bene
o che, almeno, lo fa stare un po’ meglio.

Questo è il senso del tempo di festa e di pausa:
un’occasione di riflessione su di sé,
senza forzature.

Di stare con gli altri
o di prendersi spazio.
Di condividere
o di proteggersi.

Le feste non sono una prova da superare,
ma un tempo in cui ascoltarsi di più.

Che questi giorni possano essere gentili,
qualunque forma prendano.

Buone Feste

Capita di sentirsi fermi.Di rimandare, di non riuscire a fare un passo, di avere la sensazione che qualcosa dentro non s...
21/12/2025

Capita di sentirsi fermi.
Di rimandare, di non riuscire a fare un passo, di avere la sensazione che qualcosa dentro non si muova.
E molto spesso questo stato viene chiamato “depressione”.

Ma non sempre è così.

Ci sono persone che non sono spente.
Non si sentono vuote.
Sentono desiderio, energia, intenzione.
Eppure restano ferme, come se andare avanti fosse troppo rischioso.

Congelati, bloccati. Le neuroscienze descrivono questo stato come freezing.

In questi casi non manca la volontà.
Manca la sicurezza.

La mente resta attiva, il corpo è in tensione, l’attenzione è sempre alta.
Da fuori tutto sembra procedere: lavoro, responsabilità, vita quotidiana.
Dentro, invece, qualcosa è sospeso, in attesa che muoversi torni possibile.

Nella depressione, al contrario, il fermo ha un altro sapore.
L’energia si abbassa, l’interesse si spegne, il futuro perde colore.
Non è tanto “vorrei ma non riesco”, quanto “non ne vedo il senso”.

Queste due condizioni possono assomigliarsi dall’esterno, ma sono profondamente diverse.
E confonderle non aiuta.
Perché ciò che sostiene una depressione può irrigidire ancora di più chi si è fermato per protezione.

La terapia serve
a dare il giusto significato al blocco,
a riconoscere perché fermarsi è stato necessario,
e a costruire quella sicurezza che permette, gradualmente, di rimettersi in movimento.

Non si tratta di spingere.
Si tratta di trovare un luogo in cui muoversi non faccia più paura





Capire cosa ci succede è come disegnare uno schema alla lavagna:mettiamo in ordine i pezzi della nostra vita, colleghiam...
17/12/2025

Capire cosa ci succede è come disegnare uno schema alla lavagna:
mettiamo in ordine i pezzi della nostra vita, colleghiamo eventi, decisioni, relazioni.

Ma questo non basta.

Serve che qualcosa funzioni diversamente nella vita quotidiana, nelle scelte, nei legami, nelle reazioni.

Il cambiamento profondo non è un’equazione risolta.
È un modo diverso di stare dentro la propria storia.

Il cambiamento vero avviene quando, nel tempo, cambiano il modo in cui sentiamo le emozioni, stiamo nelle relazioni e affrontiamo i conflitti.
Non è un effetto immediato, né sempre visibile subito.

Per questo, nelle psicoterapie psicodinamiche, spesso i benefici continuano a crescere anche dopo la fine della terapia.
Non perché “la terapia continua”, ma perché qualcosa di interno ha iniziato a funzionare in modo diverso.

Il cambiamento profondo non è un click.
È un processo che matura, spesso in silenzio.

Una parola esigente: attenzione.Non concentrazione forzata, non controllo, non sforzo.Ma una presenza che sospende il gi...
16/12/2025

Una parola esigente: attenzione.
Non concentrazione forzata, non controllo, non sforzo.
Ma una presenza che sospende il giudizio, che resta aperta a ciò che emerge senza volerlo cambiare subito.

In clinica, l’attenzione è questo:
uno spazio in cui l’altro può esistere senza essere corretto, interpretato, salvato.
È un gesto radicale di rispetto.
Ed è spesso ciò che manca di più, prima ancora delle parole.

A volte non serve fare di più.
A volte serve restare.

Non soffriamo solo per ciò che è successo.A volte soffriamo per ciò che non ha mai avuto spazio per accadere.Emozioni no...
12/12/2025

Non soffriamo solo per ciò che è successo.
A volte soffriamo per ciò che non ha mai avuto spazio per accadere.

Emozioni non ascoltate, bisogni ignorati, parti di noi che non hanno trovato nessuno capace di accoglierle.
Non diventano ricordi, non diventano parole.
Restano come una mancanza difficile da spiegare.

Non sempre il dolore viene da una ferita visibile.
A volte nasce da ciò che non è mai stato vissuto.

In clinica questo si manifesta come sensazione di non-esistenza, difficoltà a sentire continuità interna, stanchezza che non passa, desiderio che non prende forma.
Non c’è una scena traumatica da ricordare, perché l’esperienza non è mai stata vissuta.

Il lavoro analitico, allora, non è scavare nel passato, ma creare le condizioni perché qualcosa possa accadere per la prima volta.








“Il sonno è possibile solo quando esiste un ambiente abbastanza affidabile da tollerare la caduta del controllo.”D.W. Wi...
10/12/2025

“Il sonno è possibile solo quando esiste un ambiente abbastanza affidabile da tollerare la caduta del controllo.”
D.W. Winnicott, Fear of Breakdown (1963; in Psychoanalytic Explorations, 1989)

In diversi scritti — da Fear of Breakdown a The Child, the Family and the Outside World — Winnicott descrive il sonno come uno spazio di regressione sana: un luogo in cui possiamo “cadere” senza difese, a condizione di avere un ambiente interno ed esterno che sostenga questa caduta.
Quando questa fiducia si incrina, anche il sonno si incrina.

L’insonnia diventa allora un indicatore di tensione interna: non sempre di patologia, ma di un contenimento che non sta reggendo più con la stessa efficacia.
E il sonno non è solo riposo: è il luogo in cui la mente metabolizza emozioni grezze, residui affettivi non elaborati, pensieri che di giorno restano sullo sfondo.

Quando il sonno è interrotto o troppo superficiale, questa funzione si frammenta: il materiale psichico non trova forma e ritorna come iperarousal, ansia o ruminazione.
È la dimensione notturna della non-integrazione transitoria: la mente non riesce a tenere insieme ciò che il giorno ha attivato.

Per questo un buon sonno non è solo un obiettivo medico.
È una forma di cura interna.
È la prova — silenziosa e concreta — che un ambiente, esterno e interno, sta facendo il suo lavoro: permettere alla mente di affidarsi, immaginare, trasformare.

Il dolore non si supera: si attraversa, e nel farlo scopriamo chi siamoIl lutto non segue linee rette: avanza, si ritrae...
05/12/2025

Il dolore non si supera: si attraversa, e nel farlo scopriamo chi siamo
Il lutto non segue linee rette: avanza, si ritrae, si ferma.
Molte persone non soffrono solo per la perdita, ma per la sensazione di doverla affrontare senza uno spazio che contenga e sostenga.
In questo, il pensiero di Winnicott è essenziale: abbiamo bisogno di un ambiente “sufficientemente buono” che permetta al dolore di prendere forma senza doverlo comprimere o accelerare.
Yalom ci ricorda un altro passaggio cruciale: attraversare il dolore significa confrontarsi con ciò che siamo e con ciò che temiamo, ma farlo in relazione riduce la solitudine e rende il processo più umano.
La trasformazione non nasce dall’essere forti, ma dall’avere un luogo dove non è necessario esserlo.

I bambini, così anche quando adolescenti, non nascono per amare gli adulti, ma per essere amati. È la loro condizione or...
22/11/2025

I bambini, così anche quando adolescenti, non nascono per amare gli adulti, ma per essere amati. È la loro condizione originaria, il modo in cui possono crescere senza dover portare pesi che non appartengono alla loro età.

Quando un bambino è costretto a “mettere a posto il disordine degli adulti”, quando diventa consolatore, regolatore emotivo o senso della vita di qualcuno, non sta vivendo la sua infanzia: sta svolgendo un lavoro psichico che lo segnerà a lungo.

La responsabilità è nostra. Essere adulti significa aver già imparato a stare nella solitudine, nel limite e nelle fratture della vita, senza usare i figli come anestetico, compagnia o collante.

Un bambino non deve mai sentirsi responsabile della felicità o del valore di un adulto. Deve solo poter crescere, protetto e libero, dentro un amore che lo sorregge senza chiedergli nulla in cambio.

La domanda è semplice e radicale: stiamo davvero amando i bambini… o stiamo chiedendo loro, inconsciamente, di amarci?

20 novembre - Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza



Ci sono verità interiori che un bambino non ha potuto dire, perché avrebbe messo in pericolo il legame da cui dipendeva....
17/11/2025

Ci sono verità interiori che un bambino non ha potuto dire, perché avrebbe messo in pericolo il legame da cui dipendeva. In terapia, quella verità ritorna: fragile, esitante, spesso temuta.
Il compito del terapeuta non è forzarla, ma offrirle un luogo dove possa finalmente esistere senza spaventare nessuno.
È in questo incontro, tra una verità che chiede riconoscimento e uno sguardo che non arretra, che il trauma può cominciare a trasformarsi.
A volte guarire significa solo questo: essere accolti nel punto esatto in cui non siamo mai stati visti.
E lì, lentamente, ricominciare a vivere.



Molte persone evitano di parlare dí se è di provare l’esperienza della terapia perché temono che, se iniziassero davvero...
15/11/2025

Molte persone evitano di parlare dí se è di provare l’esperienza della terapia perché temono che, se iniziassero davvero a parlare di ciò che provano, potrebbero “crollare” o perdere il controllo. Temono che mettere in parole il proprio dolore possa far “scoppiare” qualcosa che oggi riescono appena a tenere insieme.

Winnicott ci aiuta a comprendere che questa paura non riguarda un disastro futuro: riguarda qualcosa che è già successo, tanto tempo fa, in un momento in cui la persona non aveva ancora gli strumenti per affrontarlo.
Quell’esperienza è rimasta senza nome, senza contenimento, senza qualcuno che potesse accompagnarla ed aiutare ad elaborarla:nascosta e non superata.

Per questo il timore del crollo è così forte: non perché stia per accadere qualcosa di nuovo, ma perché il terapeuta si può avvicinare - direi finalmente e con cautela - a qualcosa di antico, mai pensato e mai condiviso.

La terapia offre lo spazio per incontrare, poco alla volta, ciò che allora è stato troppo doloroso per essere sentito. Non per far crollare la persona, ma per permetterle di dare forma, senso e voce a ciò che è rimasto sospeso.
È un processo che avviene con un altro presente, un ambiente affidabile, un ritmo che rispetta i tempi interni.

È spesso nel luogo più temuto che emerge una nuova possibilità: non un crollo, ma un incontro con se stessi che finalmente può avvenire senza travolgere…perché finalmente non è solo a farlo.



Indirizzo

Via Luigi Cibrario 25, Borgo Maggiore
San Marino Città
47893

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393355298648

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Curriculum vitae


  • Studio di psicoterapia ad orientamento psicodinamico - relazionale.

  • Sostegno psicologico individuale e famigliare, trattamento di ansia, depressione, problemi relazionali.

  • Supporto genitoriale, alla maternità e in patologie croniche e/o invalidanti.

  • Psicoterapia individuale indirizzata ad adulti ed adolescenti.