Sfashtanga YOGA

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04/18/2026

Lo STRESS e i TRAUMI che superi non rimangono nella testa: ecco i muscoli che li trasformano in contratture e mal di schiena (e perché liberarsene è più concreto di quanto pensi)

Ogni tensione che attraversi, ogni stress che sopporti e ogni trauma emotivo che superi coinvolge tutto il corpo, non di certo solo il cervello.

Noi tendiamo a pensare che le cose difficili "passino", e in un certo senso è vero: la mente elabora, il tempo aiuta, e si va avanti.

Ma il corpo tiene il conto.

E spesso quello che hai attraversato lascia delle piccole cicatrici, a volte grandi, che rimangono nei tessuti senza che tu te ne accorga.

Non le senti come "trauma": le senti come rigidità.

Come una schiena che non si scioglie mai del tutto, come spalle sempre alzate, come un respiro che non scende mai fino in fondo.

Non ci fai caso perché ci convivi da così tanto tempo che pensi sia semplicemente il tuo modo di essere, o il tempo che passa.

In realtà quello che senti è la somma di tutto quello che hai attraversato, depositato nei muscoli, uno strato sopra l'altro.

Uno degli effetti più forti, più interessanti e potenzialmente più problematici dello stress è proprio quello sui muscoli.

Ma tra un attimo vedremo che, tutto sommato, questa è anche una buona notizia.

Facciamo il viaggio.

Quando il cervello percepisce una minaccia (che sia un pericolo fisico, una crisi personale, un periodo lavorativo devastante o una preoccupazione che dura mesi), attiva una risposta automatica che coinvolge tutto il corpo.

Il primo muscolo a rispondere è il diaframma.

Il respiro si accorcia, il torace si stringe, e il diaframma si contrae come un pugno che si chiude.

È un riflesso antico: il corpo si prepara a proteggersi, e la prima cosa che fa è "chiudersi".

Subito dopo risponde lo psoas, il grande muscolo profondo che collega le vertebre lombari alla coscia.

Lo psoas è il muscolo della posizione fetale: è lui che piega il corpo in avanti per proteggere gli organi.

Quando il cervello dice "pericolo", lo psoas si contrae e ti "chiude".

Diaframma e psoas sono i primi soldati che il corpo manda in campo quando c'è da difendersi.

E fin qui è un meccanismo perfetto: ti protegge, ti fa reagire, ti fa sopravvivere.

Il problema è cosa succede dopo.

Se lo stress dura cinque minuti, il diaframma si rilassa e lo psoas si distende.

Se lo stress dura settimane, mesi, o anni, quei muscoli non si rilassano mai del tutto.

Ogni periodo difficile aggiunge uno strato di tensione.

Ogni crisi superata lascia un residuo di contrazione.

Ogni preoccupazione prolungata deposita un po' di rigidità in più.

E gli strati si accumulano, uno sopra l'altro, come gli anelli di un tronco d'albero.

Non li senti arrivare uno per uno: senti il totale.

Ed ecco cosa produce quel totale.

Il diaframma contratto tira sulle costole e chiude il torace.

Le spalle si arrotondano in avanti, i muscoli del collo si irrigidiscono per compensare, e da qui nascono quelle contratture alle spalle e al collo che sembrano non avere una causa.

Non hanno una causa "recente": sono la somma di anni di tensione accumulata nel diaframma.

Lo psoas contratto tira sulle vertebre lombari e comprime la colonna.

Da qui nasce quel mal di schiena di fondo che c'è sempre, quel fastidio lombare che non si spiega con nessuno sforzo, con nessun movimento sbagliato, con nessuna risonanza.

Non è un problema strutturale: è lo psoas che sta ancora "proteggendo" un pericolo che non c'è più.

Il respiro corto e superficiale (conseguenza del diaframma rigido) viene letto dal cervello come un segnale di allarme permanente.

Il battito resta leggermente accelerato, la digestione rallenta, i muscoli di tutto il corpo mantengono un tono più alto del dovuto, e la mente non si calma mai del tutto.

Quella sensazione di tensione diffusa che tante persone attribuiscono al "carattere ansioso" è spesso il corpo che è rimasto in modalità difesa perché nessuno ha mai detto ai muscoli che la battaglia è finita.

E qui sta il circolo vizioso più subdolo di tutti.

Se non ti liberi di queste tensioni accumulate, il corpo diventa sempre più "carico".

Ogni nuovo stress si somma a quelli vecchi.

La soglia di tolleranza si abbassa: cose che cinque anni fa gestivi senza problemi adesso ti irrigidiscono.

Non perché sei diventato più fragile: perché il tuo "serbatoio" di tensione è quasi pieno, e basta poco per farlo traboccare.

Ecco perché con l'andare degli anni molte persone sentono che "tutto peggiora": non è l'età, è l'accumulo.

Ma ecco la buona notizia, e vale la pena arrivarci.

Se le tensioni si accumulano nei muscoli, dai muscoli si possono anche scaricare.

Non è una metafora: è letterale.

Quando lavori in modo mirato su diaframma e psoas, stai fisicamente sciogliendo gli strati di tensione che si sono depositati nel tempo.

Ogni sessione è come togliere un anello dal tronco.

E quando i muscoli si rilassano, succede qualcosa di molto concreto a livello del sistema nervoso.

Il diaframma che torna a muoversi manda al cervello il segnale "l'emergenza è finita".

Il respiro si approfondisce, il battito rallenta, il tono muscolare generale si abbassa.

Il corpo esce dalla modalità difesa.

Non perché hai "elaborato" mentalmente lo stress: perché hai fisicamente rimosso la contrazione che lo teneva in vita nei tessuti.

Questo è il pezzo che quasi nessuno capisce: puoi dire al cervello "calmati" quanto vuoi, non ti ascolta.

Ma se rilassi i muscoli che tengono acceso l'allarme, il cervello è obbligato a prenderne atto.

Ecco perché dopo una buona sessione di lavoro su questi muscoli ti senti diverso in un modo che va ben oltre il "sono più sciolto".

Ti senti più leggero.

Il respiro scende fino alla pancia.

Le spalle si abbassano da sole.

E quella tensione di fondo che pensavi fosse il tuo carattere si attenua.

Quello che stai sentendo non è un effetto placebo: è il corpo che finalmente sta scaricando anni di "cicatrici di battaglia" che nessuno gli aveva mai permesso di sciogliere.

Non è complicato, non richiede anni: richiede un lavoro mirato e costante sui muscoli giusti.

E la differenza tra accumulare e scaricare è la differenza tra un corpo che diventa ogni anno più rigido e uno che, nonostante tutto quello che ha attraversato, funziona 💪

Se vuoi lavorare in modo mirato sullo psoas e sul diaframma, ho creato un protocollo completo nel mio ebook "Riattiva psoas e diaframma": esercizi base, esercizi avanzati e 12 allenamenti interamente filmati minuto per minuto.

Info qui: https://fitshub.short.gy/K7TXNz

04/04/2026

Dear Friends,
Spring has arrived and Susan St. Thomas, Chelsey Comins and Theresa Joyce will be opening the doors to the Schoolhouse Studio in Occidental for a Spring Sale:

Saturday & Sunday, May 2&3
11am -5pm
2400 Joy Rd., Occidental 95465

Richly Hued Mixed Media Paintings
Fabulous Functional Ceramics
Colorful Container Gardens

Stay tuned for more show updates.

Check out this painting titled, Good Trouble by Susan St. Thomas

01/09/2026

उद्धरेदात्मनाऽत्मानं नात्मानमवसादयेत् ।
आत्मैव ह्यात्मनो बन्धुरात्मैव रिपुरात्मनः ॥
One must uplift oneself by one’s own effort and not degrade oneself. The self alone can be one’s friend or one’s enemy.
Childhood lays the foundation of our life. What we learn in those early years shapes us, yet the Gita reminds us that nothing is fixed forever—through awareness and right action, we can grow, refine, and transform. As I reflect on my life now, I understand that every experience, whether learned early or discovered later, becomes a teacher guiding me toward clarity and purpose.
Our foundation is formed in childhood, and our growth remains in our own hands.

03/22/2025

monday ---wednsday - friday 6:15 am. - 8:00am-advance
sunday ------- friday 9:00am.--10:30am all levels
monday ------friday 6:00pm---7:30pm levels 1&2
sunday 10:30am---11:45am
peace
meir

01/25/2025

Ashtanga Yoga Confluence May 1-4, 2025 in San Diego, California. Saturday’s Panel Discussion Topic:

The value of intergenerational interchange in keeping a lineage evolving and alive with Tim Feldmann, Richard Freeman, Laruga Glaser, Dena Kingsberg, Kino Macgregor, David Swenson, and Mary Taylor moderated by Jessica Walden (lecture/discussion/Q&A)

12/29/2024

The plague of mankind is the fear and rejection of diversity: monotheism, monarchy, monogamy and, in our age, monomedicine. The belief that there is only one right way to live, only one right way to regulate religious, political, sexual, medical affairs is the root cause of the greatest threat to man: members of his own species, bent on ensuring his salvation, security, and sanity.

Thomas Szasz

12/28/2024

"My brain is only a receiver, in the Universe there is a core from which we obtain knowledge, strength and inspiration. I have not penetrated into the secrets of this core, but I know that it exists"
~ Nikola Tesla



Art: Daniel Martin Diaz

12/22/2024

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